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LE ORIGINI DELLA CERAMICA
L’arte di modellare la creta per produrre oggetti di ceramica ha origini remote e si può affermare che risalga addirittura alle prime forme di vita umana del Paleolitico.Appare difficile immaginare che l’idea di servirsi dell’argilla per forgiare un recipiente sia nata dal caso, si può invece supporre che la realizzazione dei primi oggetti sia frutto dell’intelligenza dell’uomo sia pur primitivo. Questi manufatti essiccati al sole erano logicamente molto fragili e avevano una durata limitata e fu la casuale osservazione dell’indurirsi di un pezzo accostato al fuoco del bivacco che portò alla creazione della prima terracotta, un oggetto che assumeva una resistenza e una durezza tale da rendere di gran lunga migliore il suo utilizzo. I primi recipienti di ceramica, fabbricati dai neolitici, si presentano già con una perfezione di forme e di lavorazione davvero sorprendente: in molte località sono decorati e dipinti e perfettamente permeabili, mentre in altre zone si trovano sistemi di lavorazione molto rozzi. La ceramica divenne un elemento importante nella vita quotidiana dopo che l’uomo ebbe adottato forme di vita sedentaria, quando la sua alimentazione si volse al consumo dei cereali e legumi, che richiedevano una lenta cottura in recipienti resistenti al calore. L’uomo ebbe quindi occasione di far uso su larga scala di recipienti in argilla cotta che però si rompevano con la stessa facilità con la quale venivano fabbricati. Venivano usati vari tipi di vasellame, di differenti forme e qualità e venivano apprezzati i recipienti non solo per la loro utilità, ma anche per la fattura più o meno accurata, per la decorazione più o meno raffinata. Anche allora produrre un bel vaso richiedeva più lavoro e quindi costava di più. In caso di rottura dei pezzi più pregiati questi venivano attentamente e ripetutamente riparati, mentre il vasellame comune veniva di solito buttato via. Le prime decorazioni usate per i manufatti erano costituite da motivi impressi nell’argilla ancora fresca usando le dita, le unghie, il bordo delle conchiglie o simili; in seguito si passò ad una decorazione graffiata che consisteva nello scavare dei solchi nell’argilla cruda del vaso asportandola in parte, talvolta questi solchi erano poi riempiti con coloranti minerali resistenti al calore della successiva cottura. Per ridurre poi la porosità e migliorare l’estetica del pezzo si faceva “l’ingobbiatura” cioè il vaso veniva ricoperto con una miscela fluida di argilla e acqua (qualche volta la miscela veniva colorata in modo da costituire una vera e propria decorazione). Ma il vero sviluppo della ceramica si ebbe con il sorgere delle civiltà urbane e con la diffusione, grazie ai colonizzatori, anche nelle regioni più remote.La sua produzione e i suoi usi hanno subito molti cambiamenti nell’arco dei secoli; le forme si sono perfezionate avvalendosi dell’uso della ruota da vasaio (verso la fine del III millennio a.C.) e della continua evoluzione dei forni da cottura. Il balzo notevole di qualità si ha con le ceramiche egiziane, greche, cinesi e romane che presentano tecniche di lavorazione tuttora non ben conosciute e molto invidiate e che furono il punto di partenza per lo sviluppo dell’industria moderna. |
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